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Riflessioni senza tempo...

”Non basta che l’idea federalista venga affermata nelle pagine di un libro; bisogna che diventi programma politico dei partiti democratici. Il federalismo è utile economicamente alle masse del Sud, politicamente ai democratici del Nord, moralmente a tutta l’Italia. La propaganda federalista è la sola che possa isterilire nel Sud la propaganda regionalista, fatta in mala fede dai reazionari unitari. Bisogna che il partito socialista si affermi federalista nel campo politico, ricordando la frase di Proudhon, che federalismo è libertà e libertà è federalismo; bisogna che i repubblicani federalisti vengano una buona volta a spiegazioni chiare con i mazziniani e rompano esplicitamente ogni solidarietà coi seguaci di un unitarismo che ha rovinato l’Italia.”” (G. Salvemini, Il Mezzogiorno…cit., p.191). Egli paventava già nel 1900 l’incombere sulle speranze dei progressisti italiani di mezzo secolo di tenebre e non poteva ancora, per sua fortuna, immaginare l’eguale oscurità che avrebbe regnato anche per il successivo cinquantennio, sedicente democratico. Inoltre a Salvemini non sfuggì sin da allora un pericolo strisciante, che nel secondo dopoguerra, con la Costituzione repubblicana, avrebbe assunto dimensioni e gravità drammatiche: l’equivoco di voler confondere regionalismo con federalismo, di voler far nascere dal centro le autonomie della periferia, di voler ancora una volta controllare e limitare a livello centrale l’autodeterminazione e l’autogoverno delle popolazioni italiane. “ Il termine regionalismo è assai pericoloso, se include il concetto che le regioni debbono essere costruite per legge dai signori che stanno seduti a Roma, siano essi un dittatore o alcune centinaia di parlamentari… Se si accetta il principio autonomista, bisogna accettarlo con tutte le conseguenze. I Comuni debbono essere liberi da ogni influenza prefettizia come sono in America, in Inghilterra, in Svizzera; le province debbono essere federazioni di Comuni, amministrate da consigli provinciali senza bisogno dei prefetti “ (G. Salvemini, Il Mezzogiorno…, cit., pp.621, 622.

Morris L. Ghezzi – Federalismo, tomo secondo -

 
 
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