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L'internazionale delle toghe rosse

Le parole sono pietre. E se vengono pronunciate da magistrati sono macigni. Soprattutto per chi continua a pensare ai giudici come monumenti di riservatezza, contegno, rispetto altrui. In Italia, purtroppo un segmento del corpo giudiziario ha da tempo stracciato queste regole preferendo alla solitudine del magistrato la ribalta populista del tribuno.
In Italia 700 servitori della giustizia aderiscono alla corrente (espressione che di per sé dovrebbe scandalizzare un giudice realmente indipendente) di Magistratura democratica (Md). Si tratta di una corrente dichiaratamente di sinistra che è legata a un’organizzazione internazionale, chiamata Medel, la quale a sua volta riunisce gruppi di magistrati di sinistra di 14 paesi europei. L’inchiesta sull’attività “pubblicistica” di Magistratura democratica e Medel dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, come queste organizzazioni abbiano una connotazione marcatamente politica. E, in particolare, antagonista rispetto al governo italiano.
Md e Medel si pongono come soggetti politici alternativi e, in quanto tali, intervengono con veri e propri proclami in cui si stigmatizzano le iniziative dell’esecutivo o dell’attuale maggioranza parlamentare. Le due organizzazioni delegittimano il presidente del Consiglio, redigono giudizi durissimi sul suo operato, partecipano a dibattiti in cui Silvio Berlusconi viene presentato, per fare solo alcune citazioni, come “un problema istituzionale”, “una minaccia per la giustizia”, “un pericolo per la democrazia”. Tutto ciò rende un pessimo servizio alla magistratura e alla sua credibilità (così come, di converso, fanno quei politici che offendono la magistratura).
Fra l’altro, tra gli esponenti più attivi di Md e Medel ci sono vari magistrati attualmente in servizio a Milano. La Milano del triplice “resistere” lanciato da Francesco Saverio Borrelli e dove due processi che vedono tra gli imputati anche Berlusconi sono costellati di anomalie procedurali, processuali e ambientali che non dovrebbero sfuggire all’occhio distaccato di qualche osservatore.

Panorama – 30 Gennaio 2003

 


 
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