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Casta desnuda

Le ferie dei fortunati. Per i giudici fino a due mesi di riposo.
E' arrivato agosto e con lui sono arrivate le ferie estive. Gli italiani si sono messi in viaggio per mari e monti: tra di loro, ci sono "i soliti noti", "tutti coloro per le legge dal primo agosto (se non prima) chiudono per un riposo non sempre meritato". Sono gli intoccabili. Nella prima puntata della nuova inchiesta di Libero, tocca ai magistrati.


Olè, partiti. Code in autostrada, treni affollati, aerei pieni: se l’Italia fa le valigie significa che non siamo così a terra come le cornacchie si ostinano a dire.

Certo, non sono tutte rose e fiori, specie per alcuni lavoratori. A settembre diverse fabbriche non riapriranno i battenti, specie quelle piccole. Non tutti gli operai ritroveranno il loro posto, si dovranno accontentare degli ammortizzatori sociali fino a quando il vento non girerà in senso favorevole. È spiacevole dirlo, ma sono disgrazie che capitano quando il mercato non ha protezioni particolari. I piccoli imprenditori, gli artigiani, i lavoratori dei capannoni, i rappresentanti, non sono una casta quindi non ne hanno i benefici. Per alcuni di loro le ferie saranno più lunghe del solito, ma non per libera scelta.

Chi non ha di questi problemi invece sono i soliti noti, gli intoccabili, i sindacalizzati all’inverosimile. Dai magistrati agli insegnanti, dai politici ai baroni universitari, insomma a tutti coloro che per legge dal primo agosto (se non prima) chiudono per un riposo non sempre meritato.

Nei tribunali le cause si allungano nel tempo, si fissano a distanza anche di anni, ma cascasse il mondo il primo agosto si chiude. Per legge. Le ferie sono un diritto dei lavoratori: sacrosanto. Ma anche ottenere una giustizia veloce è un diritto non meno importante. Tornando alle imprese, alcune chiudono perché i fornitori non pagano. In un Paese normale, toccherebbe ai giudici risolvere la questione, in Italia campacavallo.

E che dire delle scuole che chiudono a giugno per riaprire a settembre? Più che un riposo è un letargo. In Europa siamo imbattibili sulla lunghezza delle vacanze. Certo, ci sono quelli che fanno la maturità e qualcosa d’altro, ma pur avendo amici insegnanti, di docenti con la schiena rotta non ne conosco. Per non parlare dei professoroni universitari, dei baroni che chiudono le aule e sospendono gli incontri con gli studenti. 

Arrivederci a settembre. Ecco, bravi, riposatevi bene. Voi che potete. E i nostri amici parlamentari? Finito lo stretto indispensabile e passata l’ultima giornata a pigiar bottoni, anche loro si stanno salutando promettendo di rivedersi a settembre.

L’elenco dei privilegiati e degli intoccabili, campioni dei diritti, è uno schiaffo a quella fetta di Paese reale che da certi dipendenti pubblici si aspetta soluzioni ai problemi. E i problemi non vanno in ferie.

Beati loro, dunque. Loro che hanno sindacati e corporazioni dietro le spalle a garantire l’immunità. Una scuola che chiude per due mesi non ha un gran senso (lo dicono anche molti insegnanti col sale in zucca) se non nella logica corporativista del sindacato. Provate a domandare ai genitori se preferirebbero una scuola più flessibile nel piano ferie, come accade all’estero. Ci sono famiglie che a luglio non sanno combinare il loro lavoro con il tempo libero dei figli. Finché ci sono i nonni va bene, quando non ci sono giù a inventarsi una soluzione alternativa. Spesso a pagamento.

Cambiare le regole, a quanto pare, non si può. Proviamo almeno a guastare le giornate sotto l’ombrellone ai soliti noti raccontandone i privilegi.

Buone vacanze a chi le merita.

 

Gianluigi Paragone

Libero

 

Ndr: Sintetizzo: I magistrati godono di 51 giorni di ferie all'anno, se a questi si aggiungono le 52 domeniche e le festività, le ore di lavoro si riducono a 1560 all'anno, cioè 4,2 ore al giorno. Il loro rendimento è a dir poco vergognoso (a parte rari casi): nel 2003 chiudevano 654 fascicoli all'anno, nel 2006 erano 533. Complessivamente l'arretrato civile è di 5.425.000 fascicoli, quello penale di 3.262.000. Costi della casta togata: Nel 2006 è di 978 milioni (contro gli 842 del 2003). Lo stipendio medio pro capite di un magistrato (dato Corte dei Conti) è passato dai 97mila euro del 2003 ai 107mila del 2005. Ogni commento è superfluo...

 

 Vittorio Baroffio    



 
 
 

 
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