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Feccia umana

A sentire Di Pietro quando parla di «azione violenta» praticamente inevitabile, addossandone la colpa a Berlusconi e al suo governo, sembra di assistere ad un triste e minaccioso rispolvero del clima da internazionale comunista: lo scontro sociale avrà un epilogo violento nel segno di una rivoluzione che cambierà in modo cruento e definitivo il corso della storia. È esattamente ciò che la sinistra italiana vuole: cambiare ad ogni costo la realtà, in barba ad ogni regola democratica, per costruire un regime dove il potere postcomunista sia definitivamente blindato. La sinistra italiana, dall’Italia dei Valori al PD, per non parlare dei residuali partiti comunisti e dei loro movimenti, è fuori dalla storia, è il boccone marcio fra i denti della storia, boccone che non può che essere fatalmente vomitato. Vediamo meglio perché.

È la demonizzazione dell’avversario trasformato in Satana che arma la mano degli attentatori. Sono le indegne campagne stampa denigratorie e offensive come quelle di Repubblica, sono le trasmissioni violente e indecenti come Anno Zero, sono personaggi pericolosi come i Santoro, gli Scalfari, i Grillo, sono i covi terroristici come i Centri Sociali, sono i nidi sovversivi come i partiti comunisti il propellente e gli ambienti dove la violenza politica si alimenta e cresce, fino a dare i suoi frutti più estremi. Non possiamo e non dobbiamo usare mezze parole o arrampicarci sugli specchi di un retorica scivolosa, come sono costretti a fare gli uomini della sinistra per mitigare e correggere le loro affermazioni più imprudenti inciampando nel vocabolario e riuscendo fatalmente a perdere credibilità davanti alla gente che ragiona: questo clima da guerra civile, alimentato dalla sinistra, può portare ad una riedizione del dramma della violenza che ha insanguinato l’Italia negi anni Settanta. Questa volta sarebbe la violenza non contro un sistema politico ma contro un uomo simbolo di un nuovo clima liberale e moderno che l’Italia non aveva mai conosciuto, ingessata com’è sempre stata in un quandro plumbeo dove la politica era bloccata in una grigia distanza dalla gente. Ora questo bersaglio è Berlusconi; se un domani il PDL avrà un nuovo leader egli sarà il nuovo bersaglio, solo perché rappresenterà l’ennesimo nemico politico da abbattere ad ogni costo, perché rischierà di governare e quindi dovrà essere fatto fuori. Questa è la semplice e micidiale logica della sinistra italiana.

Il clima di violenza che la sinistra alimenta non si esprime solo attraverso il gesto di uno scemo che tira in faccia Berlusconi una miniatura del Duomo di Milano; ma si manifesta prima di tutto nella rancida intolleranza di chi dimostra di non accettare l’esistenza di chi la pensa diversamente da lui, figuriamoci poi se questo qualcuno governa. Quei gruppi di sciagurati che proprio al comizio di Milano dell’altro giorno cercavano di impedire lo svolgimento della manifestazione sono l’espressione più genuina di quello che sarebbe il regime della sinistra, se fossero al governo questi soggetti: un pensiero unico imposto dal bigottismo politico che, fingendo di consigliare il bene della gente, priverebbe le persone della più elementare libertà di pensiero e di espressione. Secondo la sinistra chi la pensa diversamente è un’anomalia, non solo in quanto pensa e osa esprimere il suo pensiero ma in quanto esiste (gli insegnamenti di Stalin funzionano ancora); figuriamoci se poi quel qualcuno vince anche le elezioni e quindi, democraticamente, governa. Allora questo nemico va abbattuto, la storia deve inchinarsi ai capricci dei compagni, i quali cercano di rovesciare la realtà e ribaltare il verdetto popolare con ogni mezzo: ricorrendo alla complicità delle toghe rosse che infestano i tribunali, la corte d’assise e perfino il CSM, o mobilitando le piazze contro l’odiato avversario come fossimo nel bel mezzo di una guerra. Non sopportano di perdere, non sopportano che qualcuno abbia più consensi di loro, che piaccia di più alla gente, e allora «dagli all’untore»: scatta la persecuzione, il linciaggio mediatico, la calunnia sistematica, il catastrofismo; si parla di Berlusconi mafioso, di nuovo regime fascista, di pericolo per la democrazia. Mentre il vero pericolo per la democrazia sono proprio loro, i compagni e gli ex compagni, che di democratico non hanno nemmeno un capello perché il regime è la naturale dimensione politica della loro cultura.

I Di Pietro, le Bindi e compagnia bella armano dunque le mani di chi è disposto a passare alle vie di fatto; salvo poi, quando la situazione si fa incandescente come in questi giorni, arrampicarsi fra i distinguo e le più improbabili sottigliezze semantiche per far finta di non aver detto quello che in realtà si è detto eccome: e cioè che a Berlusconi in sostanza ben gli sta. Ora, a nessuno di questi signori viene in mente di chiedere scusa? Nessuno è percorso da un brivido di ribrezzo verso se stesso? Nessuno che sia preso da un rigurgito di dignità umana e pensi che la sua utilità è finita, che la sua presenza in politica è solo uno sfregio in faccia all’Italia? Nessuno che si rende conto che non sta solo affascinando un cretino ma sta armando un esercito di burattini indottrinati fra i quali ci può essere il vero terrorista, il vero assassino?

L’esercito di marionette programmate all’odio e alla violenza prende forma su internet, dove fra i social network come facebook spuntano 50000 esseri senza dignità, una putrida feccia umana che inneggia all’aggressore del premier. Sono tante 50000 persone, ci puoi scatenare un periodo di terrore, ci puoi organizzare una guerriglia. Se le cose andranno avanti di questo passo prima o poi le parole insensate e invereconde delle Bindi e dei Di Pietro, dei Grillo, degli Scalfari, dei Santoro, dei Vauro, dei Travaglio, dei Moretti e di tutto il cucuzzaro rosso che magari organizza il «No-B day» si trasformeranno in pallottole destinate a chi è colpevole solo di esistere: fra 50000 figuri si trova sempre qualcuno che si incarica di far fuoco. Ma quando saremo arrivati a quel punto ormai l’Italia sarà precipitata nel baratro, e sarà terribilmente difficile scalare la parete per risalire; sicuramente il prezzo di sangue sarà caro da pagare. E sarà solo colpa della sinistra se tutto questo accadrà, colpa del suo odio ideologico, della sua disonestà politica e del suo squallore umano. Quando 50000 cervelli lavati e malignamente riprogrammati esprimono sul web la loro soddisfazione per un’aggressione come quella subita da Berlusconi, è il momento di fermarsi. È il momento, da parte di chi quei cervelli li ha lavati e condizionati, di vergognarsi e cambiare rotta; ma questo purtroppo non accadrà perché non conosce vergogna chi non mostra rispetto. La sinistra, almeno certa sinistra, ha mostrato di essere ormai umanamente degradata: feccia umana i 50000 topi di fogna del web, feccia umana chi quei 50000 sobilla  e stuzzica ogni giorno che Dio manda sulla Terra.

 

Stefano Doroni

 

Ndr: Se volete saperne di più sul manettaro, consiglio la lettura del libro di Filippo Facci ''Di Pietro - La storia vera'' - Ed.Mondadori

 

Vittorio Baroffio

 


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