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Elezioni: un buon passo avanti

Finalmente abbiamo potuto leggere il testo del decreto-legge 5 marzo 2010, n. 29, così come pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 6 marzo. E' di gran lunga migliore rispetto a tutte le formulazioni che, in successione di tempo, erano state anticipate dalle agenzie di stampa. E' asciutto, essenziale, rispondente allo scopo che si prefiggeva. Chi ci ha lavorato ha fatto un buon lavoro. A questo punto, testo alla mano, veramente non si sa come valutare l'avventurismo e la spregiudicatezza di quei politici che, addirittura, hanno proposto di mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica ai sensi dell'articolo 90 della Costituzione per aver firmato il decreto.
Invece è proprio da una vicenda come questa che emergono l'equilibrio e la saggezza del Presidente Napolitano. A lui salute e forza, perché il Paese oggi ha più che mai bisogno di un Capo dello Stato saggio, capace di tenere a freno gli estremismi e di placare i bollenti spiriti.
E' comprensibile che i partiti che sostengono la candidatura di Emma Bonino a Presidente della Regione Lazio si rammarichino. La Provincia di Roma ha una popolazione di 4.110.035 abitanti (dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2009). Cioè una popolazione superiore al 73 per cento di quella dell'intera Regione Lazio, che conta 5.626.710 abitanti. L'assenza della lista del PdL della Provincia di Roma sarebbe stata un vantaggio formidabile per i sostenitori della Bonino.
Però in politica, come nello sport, le persone oneste non vogliono "vincere facile", grazie a regali insperati ed immeritati. Se una volta ritornati ad una competizione elettorale regolare e non falsata, Emma Bonino vincerà comunque, vorrà dire che la sua sarà una vittoria tanto più significativa e nella qualità di Presidente della Regione sarà tanto più autorevole.
Se perderà, vorrà dire semplicemente che in questo momento Renata Polverini riesce ad aggregare intorno a sè un più ampio consenso. Nessun dramma, né in un caso, né nell'altro. Come si conviene ad un Paese veramente civile.
Il livore di chi non sa rassegnarsi perché già si sentiva la vittoria in tasca deve lasciare spazio alla voglia di impegnarsi per conquistare questa vittoria sul campo. Penso che Bersani sia una persona seria. Oggi deve protestare perché ciò rientra nel suo ruolo di Segretario nazionale del Partito democratico; ma i toni ed i contenuti della protesta saranno un banco di prova anche per lui.
Quando le elezioni regionali saranno finalmente alle nostre spalle, mi auguro che le forze politiche facciano tesoro di questa tormentata esperienza e si decidano a rivedere le norme sul procedimento elettorale. E' vero che la forma è sostanza, ma il formalismo burocratico è demenza. E' fuori dal senso comune che il candidato alla carica di Presidente della Regione Lombardia, il quale già per tre volte è stato Presidente della Regione, debba dimostrare con 3.500 firme di avere i requisiti per essere nuovamente candidato; e rischi di essere escluso perché in qualche modulo in cui sono raccolte le firme i bolli degli autenticatori non risultavano della forma prescritta, o non chiaramente leggibili. Non dovrebbe essere difficilissimo individuare qualche procedura più moderna. Nell'interesse di tutti.

 

Livio Ghersi 

 

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