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Se Roma fa schifo è colpa dei romani

- di Giorgio La Porta -

 Quando avete visto le file di rom in fila per votare alle primarie del PD, avete sperato per qualche istante in cuor vostro che gli zingari romani volessero dimostrare il loro alto senso civico partecipando attivamente alla vita politica della città?

Loro che il senso civico lo dimostrano ogni notte in tante zone periferiche della città, dove fanno volare alte colonne di fumo a seguito dei fuochi di rame o di rifiuti più o meno tossici. Loro che il senso civico lo dimostrano ogni mattina in metro, dove depredano ogni turista sbarcato a Roma e uccidono quel turismo che è una delle ultime risorse rimaste alla nostra città.

Cari romani dopo un anno e mezzo vi accorgete che quelle file di rom per far vincere Marino su Sassoli non erano dettate dal senso civico ma da altri accordi che non conosceremo mai e che mai nessun magistrato andrà a svelare. Intanto la nostra città sta pagando il prezzo peggiore.

Vi siete messi in fila anche voi insieme a loro e avete votato la stessa persona. Lo avete acclamato con il 64% e ora vi accorgete, come nella favola di Pinocchio, che il paese dei balocchi ha le sue conseguenze peggiori.

Roma è allo sbando. Non ci sono più regole e questa anarchia non favorisce certamente i cittadini onesti che ogni mattina si alzano per lavorare. E questo degrado evidente colpisce tutti, nessuno escluso.

Qualche giorno fa un bambino nel giardinetto di un asilo si è punto con l’ago di una siringa lasciata lì da un tossicodipendente. Perché in tutto questo stato di illegalità diffusa a Roma è arrivata una ondata di eroina che non si vedeva dagli anni ’90.

Vogliamo parlare dei servizi? Non so, dei mezzi pubblici? Hanno appena tagliato un autobus su 10 e il servizio è pessimo, soprattutto in periferia. Ogni volta che entri in metro ti si incolonnano due persone dietro per non pagare il biglietto e se ti ribelli vieni anche minacciato. Ovviamente nessuno controlla.

Vogliamo parlare dell’efficienza del personale comunale? Stendo un velo pietoso.

Vogliamo parlare dell’abusivismo commerciale che devasta le attività di chi ogni mese da un negozio deve regolarmente pagare tasse, fornitori e dipendenti? C’è una fila unica di almeno 3 chilometri che inizia davanti ai Musei Vaticani e prosegue per tutta la circonferenza delle mura vaticane, fino a portarti a San Pietro. Poi continua per via della Conciliazione fino ad arrivare a Castel Sant’Angelo. Fino a Ponte Sant’Angelo c’è un percorso obbligato dal quale non puoi scappare. Una fila di extracomunitari a destra e una a sinistra che ti creano una corsia tra oggetti contraffatti e se poco poco vuoi uscire dal percorso dell’illegalità per entrare in un negozio o in un bar, devi passargli sopra.

Ovviamente questa fila chilometrica la vedo io che sono un visionario, forse voi che siete visionari come me, ma le Forze dell’Ordine proprio no. Loro sono troppo concreti per vederli. Ogni tanto fanno le passeggiatine coreografiche per farli scappare tre minuti e far vedere che hanno il controllo della situazione, ma se si risparmiassero la sceneggiata sarebbero più dignitosi.

Vogliamo parlare dei rifiuti e della pulizia della città? Chi arriva in questa capitale della cultura, nella città della Dolce Vita e di Vacanze Romane vorrebbe trovare un gioiello e si trova di fronte a montagne di spazzatura non raccolta per giorni, sporcizia ovunque, muri sporchi per colpa di idioti repressi che girano con bombolette sentendosi grandi artisti.

Per non parlare poi del degrado nei quartieri della periferia dove in ogni condominio c’è una moschea, dove una sala di Consiglio Municipale diventa un luogo di culto dove Maometto prende il posto di Napolitano e nelle scuole il 95% dei bambini sono stranieri, tanto che gli italiani preferiscono andare in altre scuole.

E se esce un sondaggio che afferma che 8 romani su 10 sono insoddisfatti dell’amministrazione comunale vuol dire che sta suonando un campanello d’allarme che fa ben sperare.

Roma è bella, straordinaria nei suoi colori e merita certamente di più. Roma è anche un simbolo da difendere.

È il simbolo della nostra cultura, dei nostri valori e della nostra italianità. Se crolla Roma, non ha più senso che ci sia l’Italia e che più lontano si parli di Europa di Occidente.



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