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A chi le slot? A noi!

 

Sui giornali è tutto un fiorire di articoli che parlano della questione Saint Lucia dal versante delle slot machines, ovvero della concessionaria Betplus, gruppo Atlantis World Group, la multinazionale dei casinò al cui vertice compare misteriosamente James Walfenzao, che ha sede proprio nell’isola del mistero Tulliani/Lavitola/Francis/Walfenzao. Una società che i monopoli non sanno attribuire ad alcuna proprietà nota. Di che cosa si occupa Betplus? Certo, anche delle scommesse online. C’è pure il sito:

 

In Italia B Plus Giocolegale Ltd è presente dal 2004 in qualità di concessionaria dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) per l’attivazione e la conduzione operativa della rete per la gestione telematica degli apparecchi da divertimento intrattenimento con vincita in denaro (New Slot).

 

Nel 2006, nell’ottica di espansione e consolidamento della posizione di mercato, il gruppo B PLUS, ottiene la concessione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) per la gestione dei giochi pubblici, scommesse ippiche e sportive e per l’esercizio dei giochi a distanza. Nel 2008 il gruppo B PLUS stipula partnership strategiche con importanti Software House per lo sviluppo di nuovi prodotti di gioco della categoria Skill Games (giochi di abilità a distanza) – Betplus.
La sorte di Betplus in Italia è legata strettamente – coincidenze? – ad esponenti di An. Lo rivelò già nel 2004 un’indagine di L’Espresso. Emerse il legame con Francesco Corallo, figlio di Gaetano, di cui già abbiamo parlato abbondatemente qui. E sulle medesime tracce giunse anche Il Secolo XIX, nel 2007:

 

Il nome di Corallo era già emerso nel corso dell’inchiesta del Secolo XIX di tre anni fa, nel pieno di una duplice bagarre. Quella sui clamorosi risultati di una commissione d’inchiesta sui giochi, presieduta dall’allora sottosegretario Alfiere Grandi, che aveva evidenziato storture macroscopiche nel mondo delle slot machine. E l’indagine del Gat (il gruppo antifrodi tecnologiche della Finanza) sulle società concessionarie. Da quegli accertamenti spuntò la maxi-sanzione da 98 miliardi di euro contestata oggi dalla Corte dei conti (Lo scandalo delle slot può inguaiare i finiani, Bonazzi-Menduni, Il Secolo XIX, 07/10/10, p. 1).
Di quei 98 miliardi, almeno 30 sono dovuti dalla AWG. Francesco Barbato, deputato di IDV, autore dell’interrogazione parlamentare sulle slot e le società concessionarie, intervistato da Il Fatto, alla domanda “c’è stato secondo lei un appoggio di An a Corallo e Atlantis?”, risponde ricordando come “nel 2006, grazie alle intercettazioni disposte dal pm Woodcock, abbiamo scoperto che Laboccetta e Proietti intervenivano in favore della Atlantis per evitare la revoca della concessione a causa dei suoi inadempimenti” (Gli ex di Alleanza nazionale hanno protetto Atlantis, Il Fatto Quotidiano, 07/10/10, p. 2-3).

Quindi Atlantis fa lobbing in An per difendere i propri interessi (ovvero, non pagare la multa per aver frodato il fisco). Ma ora che An non c’è più? anzi, ora che gli ex aennini si sono divisi fra fedeli a Berlusconi e ribelli al soldo di Gianfranco Fini, chi è che difende AWG?

Sì, perchè se Laboccetta è rimasto dalla sponda destra, altrettanto non si può dire dell’avvocato Lanna. Lanna fornì assistenza legale per la stesura di alcune concessioni per AWG, ma è anche stato commissario della federazione napoletana di An (1998), per quattro anni, fino al 2002, vice-coordinatore regionale, dal 2005 presiede – grazie allo sponsor di Adolfo Urso (esponente di Generazione Italia, fa parte di FLI) – la Simest, la finanziaria a controllo pubblico per l’internazionalizzazione delle imprese italiane (fonte Il Secolo XIX, cit.). Sempre Barbato per Il Fatto: “oggi Lanna è nel gruppo dirigente e nel comitato esecutivo di FareFuturo mentre Proietti è stato nominato da Fini addirittura responsabile finanza del gruppo di Futuro e libertà”. Il link di Lanna con AWG vi sembra debole? prendete in considerazione questi altri due aspetti:

 

1.“dal 2001 a oggi, tutte le volte che il centrodestra è stato al governo, la delega per i giochi è sempre stata appannaggio di uomini di An: prima Manlio Contento e poi Alberto Giorgetti” (Il Secolo XIX, cit.);
2.“da anni tanto Urso quanto Laboccetta sono sa tra i più fieri sostenitori della necessità di aprire nuovi casinò in tutta Italia” (ibidem).
Sulla vicenda delle multe, intanto, si è pronunciato il Consiglio di Stato. Queste in sintesi le conclusioni della giustizia amministrativa:

 

•Le maxi penali da 98 miliardi di euro irrogate dalla Corte dei Conti ai danni dei concessionari delle slot machine saranno rimodulate dal ministero dell’Economia e ridotte a poche decine di milioni di euro, attraverso modifiche da introdurre con la stipula di un nuovo atto aggiuntivo alla convenzione;
•Per il Consiglio di Stato, il limite massimo delle penali irrevocabili al concessionario non dovrebbe essere comunque superiore all’ 11% del valore medio del compenso per la gestione telematica degli apparecchi da gioco spettante al concessionario nello stesso anno, secondo i dati dei cespiti della gestione riferita a quell’anno in possesso dell’Aams (Virgilio Notizie).
Le società richiedevano proprio questo, una rimodulazione. Ovvero un grosso sconto. Dicono che “se il governo non risolve questa faccenda, saremo in difficoltà anche per versare la seconda rata della concessione delle videolottery»” (Il Secolo XIX, cit.). Il processo alla Corte dei Conti riprenderà il prossimo lunedì.

 

Allora, se è vero che AWG faceva lobbing su Alleanza Nazionale, se ne deduce che tale legame sia proseguito con lo scioglimento di An e la sua confluenza nel PdL. E ora che Fini ha rotto con Berlusconi, e che taluni lo hanno seguito per il Mar Morto (Lanna, Urso) mentre altri restano con il Faraone (Laboccetta), quale l’atteggiamento di AWG nei confronti dei finaini? E’ plausibile che AWG abbia preferito il link rimasto all’interno del PdL? E se sì, è plausibile che qualcuno in AWG abbia prestato soccorso sul caso Fini/Montecarlo?

 

Fonte: yespolitical.wordpress.com

 

Ndr: Attendiamo risposte dal Sig. Gianfranco Fini (detto Gianfurby). Grazie

 

Vittorio Baroffio


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