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Padania: origine e uso del termine

« La parola "Italia" è una espressione geografica, (...) ma che non ha valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle, e che è piena di pericoli per la esistenza stessa degli Stati di cui la penisola si compone.» Klemens W.-L. Metternich-Winneburg (1773-1859)

 

A edificazione dei poco attenti membri delle "deputazioni di storia patria" (regie e non), vale la pena di dedicare un po' di spazio all'uso del termine Padania. Il fondamentale testo di Angelo Mariani (Geografia Economica Sociale dell'Italia, Hoepli, 1910) divide il territorio in Padania e Appenninia e su di esse organizza le due parti del libro. Il termine di Padania è normalmente utilizzato anche dall'enciclopedia geografica Il Milione (pubblicata dall'Istituto Geografico De Agostini, nel 1959, secondo volume) e dal volume I Paesaggi Umani (1977) della collana "Capire l'Italia" del Touring Club Italiano.Il termine Padania è riportato dall'Enciclopedia Italiana (Treccani) al volume VIII, pagina 758. Lo stesso testo riporta "padanità" e "padano". Gran parte dei dizionari della lingua italiana riportano e definiscono il termine Padania: lo Zingarelli 1995 (a pagina 1238), il Dizionario Enciclopedico Moderno, il Dizionario Pratico della Lingua Italiana (a pagina 758), eccetera.

 

Il termine deriva dal nome del suo fiume più importante. Nell'antichità il Po era indicato con tre nomi: due - Bodincus e Padus - di origine indigena e uno di attribuzione straniera, Eridanus. Bodincus (o Bòdenkos) è nome di origine ligure caratterizzato dal radicale idronimico retoligure bod che starebbe per "fossato" cui si collega anche l'identico termine celtico bod significante "alveo/profondità" (R. Chevallier, Geografia, Archeologia e Storia della Gallia Cisalpina, 1988). Bodincus starebbe perciò a significare "profondo corso d'acqua", "fiume privo di fondo" (G.B. Pellegrini,Toponomastica Italiana, 1990). Il radicale bod sarebbe una forma apofonica del celtico pad di analogo significato che è all'origine del termine Padus. Ciò significherebbe una sostanziale identità fra le due denominazioni (provata anche dal greco badus, "profondo") che avrebbero avuto un impiego sovrapposto e - secondo alcuni studiosi - sarebbero anche state usate per indicare due parti del corso del grande fiume: Bodincus quello superiore e Padus quello inferiore. Per il termine Padus (o Paudus) è stata anche ipotizzata un'altra origine: secondo Metrodoro di Scepsi il nome deriva dal fatto che la sorgente del fiume era circondata da pini di un tipo che i Celti chiamavano padi, dal termine gallico di pades che significava "resina" (P. Boselli, Toponimi Lombardi, 1977).

 

Il termine Padania è ormai di normale uso corrente ed ha sostituito gli antichi Gallia Cisalpina e Lombardia e i più recenti Italia Superiore o Settentrionale. Ne fanno testo anche usi teatrali come il Giuann Padàn del premio Nobel Dario Fo, il sistematico impiego su autorevoli pubblicazioni storiche come Medioevo, o di geopolitica come Limes (che ha addirittura pubblicato un numero monografico titolato "L'Italia tra Europa e Padania") o di arte, come Po, sottotitolata "Quaderni di cultura padana" ed edita da Franco Maria Ricci. Per alcuni anni (1991-94) è stata pubblicata dalla filiale italiana del prestigioso gruppo editoriale Hyde Park Group una rivista di "Società, ambiente, economia, tradizioni", titolata Padania. Il termine è oggi sistematicamente impiegato da tutti i quotidiani (anche stranieri), si trova nel titolo di numerosi libri di diverse case editrici (Sugarco, Larus eccetera) ed è entrato nel linguaggio corrente. Nel 1992 la Fondazione Agnelli ha pubblicato un notissimo studio titolato: "La Padania, una regione italiana in Europa", che, a parte l'aggettivo (fin troppo) possessivo, rende bene l'idea.

 

Fonte: Internet

 

P.S. Lungi da me controbattere all'intervento di Napolitano, nè sostenere la Lega nei suoi vaneggiamenti, questo post vuole solo ristabilire un minimo di verità storica e geografica. Gianfranco Miglio, unico vero ideologo della Lega, ne sarebbe contento.

 

Vittorio Baroffio

 


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